Intolleranza al Glutine / Celiachia
Prima di eliminare il glutine dalla dieta (o prima di continuare a mangiarlo nonostante i dubbi) vale la pena sapere davvero cosa sta succedendo. Questa proposta è il primo passo diagnostico corretto.
Per chi è pensato?
Hai letto che il glutine fa male. Hai provato a eliminarlo per qualche settimana e ti sembrava di stare effettivamente meglio. Oppure hai disturbi intestinali ricorrenti, un po’ di stanchezza cronica, qualche carenza che non si spiega, e il tuo medico ti ha suggerito di escludere la celiachia.
La celiachia è una malattia autoimmune, non una semplice intolleranza. Quando chi ha la celiachia mangia glutine, il sistema immunitario attacca la mucosa intestinale con conseguenze che vanno ben oltre il gonfiore dopo pasta e pane. Stanchezza, anemia, carenze di vitamina D e ferro, problemi alla pelle: la celiachia si manifesta in molti modi, e spesso viene diagnosticata tardi perché i sintomi sembrano non avere una causa unica.
La cosa importante è questa: la diagnosi sierologica va fatta prima di eliminare il glutine dalla dieta.
Se smetti di mangiarlo, il sistema immunitario smette di produrre gli anticorpi che il test cerca e il risultato potrebbe risultare falsamente negativo.
Se hai dubbi, fai il test prima, poi consulta il tuo medico curante.
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Quali esami sono inclusi e a cosa servono?
La proposta include i tre marcatori sierologici di riferimento per la diagnosi di celiachia.
- IgA Totali: misurano il livello generale di immunoglobuline IgA nel sangue. Alcune persone hanno una carenza selettiva di IgA e, in quel caso, gli altri due test potrebbero dare falsi negativi e vanno interpretati di conseguenza.
- Transglutaminasi IgA: il marcatore più sensibile e specifico per la celiachia. Si alza quando il sistema immunitario sta reagendo al glutine, anche in assenza di sintomi evidenti.
- Endomisio IgA: anticorpi altamente specifici per la celiachia. Insieme alle Transglutaminasi, forniscono una valutazione sierologica molto accurata.
Un risultato positivo a questi marcatori non è una diagnosi definitiva, ma è il segnale che è necessario approfondire con il medico, tipicamente con una biopsia duodenale. Un risultato negativo, in un paziente che mangia regolarmente glutine, rende la celiachia molto poco probabile.
Come prepararsi al test?
La regola più importante: continua a mangiare glutine normalmente fino al giorno del prelievo. Se stai già seguendo una dieta senza glutine, segnacelo perché il risultato potrebbe non essere affidabile e il medico potrebbe indicarti come procedere.
- Digiuno: richiesto di almeno 8 ore prima del prelievo.
- Farmaci: non sospendere nulla autonomamente.
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